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La chiamano “Festa della Donna” e spargono fiori, ma non é proprio una festa.

8 Marzo.
La chiamano “Festa della Donna” e spargono fiori, ma non é proprio una festa.
É la “Giornata Internazionale della Donna”, istituita per ricordare il difficile cammino delle donne verso la parità di genere.
No, non é proprio una festa e I fiori non bastano a far dimenticare che, nonostante le conquiste, in giro per il mondo molti diritti femminili restano negati o non applicati e che, ovunque, sulle donne continua la violenza.

No, non é mai stata proprio una festa e quest’ anno lo é meno di sempre.
La pandemia, terribile per tutti, ha infatti penalizzato le donne con maggiori carichi familiari e problemi economici (secondo l’ISTAT in Italia, nel 2020, su 111.000 posti di lavoro persi per la crisi, 93.000 erano posti occupati da donne) lasciandole, inoltre, in balìa di partner violenti durante I confinamenti, con aumento notevole di abusi, maltrattamenti e anche femminicidi (almeno 15 nei primi due mesi di quest’anno).

No, non può essere una festa, ma può essere un’ occasione per fare il punto della situazione e scoprire che qualcosa di corale lentamente si muove…c’è più attenzione, più rispetto, più iniziativa anche da parte degli uomini, finalmente!
Abbiamo notizia di flash mob di uomini per la nostra causa e di raccolte di fondi per I Centri Antiviolenza, realizzati da squadre sportive maschili.

<style=”text-align: center;”>Anche noi, per realizzare il nostro volantino “contro violenza e indifferenza”, abbiamo trovato la generosa collaborazione di due uomini artisti:

il poeta Mauro Macario e il vignettista Tiziano Roversi, che ringraziamo di cuore.

 

Un bel segnale, la strada giusta.
Impegnarsi insieme concretamente per costruire una società più equa e paritaria.
Un traguardo che riguarda tutti, donne e uomini.

#INSIEME SI PUÒ
BUON 8 MARZO

8 marzo 1948

 

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